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Fin dalla più tenera età, quando venne a contatto per la prima volta con la poesia, l'autore comprese che sarebbe stata anche per lui il modo migliore per esprimere pensieri, idee, sensazioni, ma soprattutto sentimenti: «La poesia è quel che si percepisce in un determinato momento, l’attimo in cui sfioriamo la verità, comprendiamo veramente chi siamo, e veniamo in contatto con la parte più profonda della nostra anima. In questo libro ho raccolto le considerazioni più importanti dei miei vent’anni di vita. Sono convinto che il destino abbia ancora tante poesie in serbo per me.»
ROMEO è un gatto randagio di Campo de’ Fiori, amico di Duchessa o, se preferite, "amico carissimo" dell'autrice. Gattonando per le strade del Primo Municipio di Roma, i due vengono a conoscenza, oltre che di ritratti dei vari quartieri, anche di immagini con immacolati abiti talari... insospettabili! Tanto stupore, ma anche tanto dolore. Così Romeo, per addolcire, lo racconta in semplici versi.
Un adolescente dalla vita apparentemente monotona, frequenta il liceo artistico, in un mondo basato sui social, preda di pregiudizi e pettegolezzi, che dovrà affrontare. Andrea vive dentro di sé una tempesta, che lo porta spesso ad agire in maniera impulsiva. Andron non è solo un romanzo di amori e sentimenti, è anche ricco di forti emozioni e legami d’amicizia, fra protagonisti che provano la sensazione di essere incompresi, soli, tristi e arrabbiati. Poi, la scoperta da parte di Andrea dei sentimenti per un compagno di classe, la decisione di prenderne consapevolezza, tuffandosi in quel profondo, meraviglioso mare tortuoso che è l’amore.
Lasciare ai figli, ai parenti, agli amici e a tutti coloro che leggeranno, un ricordo, una traccia su quale sia stato il pensiero dell'autore sulla vita, in questo tempo così incerto e difficile, è la principale motivazione di quest'opera. La poesia, infatti, non è un’evasione, né tanto meno una sublimazione della realtà: in effetti ne è uno dei ritratti più precisi e autentici. Questi pensieri in rima vogliono colorare e animare, fino a condurli al cuore, i sentimenti della vita di tutti i giorni che giacciono spesso celati nelle pieghe recondite dell'esistenza. Protagonista di queste rime è l’uomo, sempre alla ricerca di una grazia salvifica che lo introduca nell'insondabile e affascinante mistero dell’esistenza, accettando la propria fragilità. Questo è un canto d’amore alla vita vissuta sia nei momenti di gioia che di tristezza ma, soprattutto, un'ode di speranza in un futuro migliore.
Kanénas, Nessuno, è il nome con cui questo giovane poeta ha scelto di firmare le sue poesie. E già questo nome ci racconta di un percorso antico e moderno di ricerca sul senso della vita. Kanénas, Ulisse dei nostri giorni, lo fa con parole limpide, domande semplici e dirette, attraverso la Poesia, quella alta ed eterna, fruibile da tutti, ma abitata solo da chi possiede le chiavi del linguaggio del cuore. L'ispirazione poetica di questo “usignolo disperato che canta le sue ragioni”, come Kanénas si descrive, è fornita dal quotidiano, dal dio delle piccole cose che si cela nella contemplazione di un tramonto, nell'autunno che dipinge il giardino di casa di ricordi, nostalgie di affetti lontani, nel calore sulla pelle di un'estate troppo attesa, nell'altro calore d'un corpo amato e amico che ha il potere di calmare il Mare interiore del poeta, nell'odore della campagna, nei suoi ritmi lenti che sembrano catturare il tempo e renderlo immobile...